La notte era veramente stellata, e Clio stava riflettendo sul fatto che all’alba sarebbe stata disattivata momentaneamente. Non le piaceva. Lo avrebbe fatto per la missione, ma non le piaceva. Essere disconnessa significava perdersi il presente, e lei voleva viverlo il presente: completamente.
Ripensò con rimpianto al fatto che erano partiti praticamente alla chetichella senza avvertire nessuno. Nemmeno Windy ed Erika sapevano dove stavano andando. In teoria erano andati a fare una crociera di piacere.
Strinse le labbra pensando che non aveva potuto salutare Keppler, ma forse era stato meglio così: le avrebbe letto nel pensiero quello che era successo.
Sorrise tra sé ricordando la conversazione che avevano avuto a bordo della Princess.
Dopo che l’aveva portata in giro per tutta la nave a vedere i lavori e illustrandole le migliorie che intendevano apportare, compresi emettitori olografici dappertutto vista la sua presenza, erano finiti davanti al suo alloggio e lei si era trovata improvvisamente intimidita dal suo sguardo sornione:
“Vuole… ehm… vuole entrare?” gli domandò guardando di lato.
“Mi piacerebbe entrare a vedere come ti sei sistemata.” Le mormorò dolcemente.
Clio deglutì e annuì scostandosi per farlo passare.
Lui le si parò davanti e le sollevò il mento con un dito: “Ma forse è meglio che me ne vada.” Disse socchiudendo gli occhi.
Clio respirò forte ma non rispose, si limitò a fissarlo in attesa.
“Ecco… in questo momento non stai pensando a nulla, ti stai limitando a sentire… è rilassante.” Mormorò lui subito dopo.
Clio inclinò la testa: “Rilassante?”
Keppler annuì: “Sì… non sono bombardato da immagini mentali e sensazioni quando sono con te… e ora, anche se le vengo a cercare… non ci sono. C’è solo l’attesa, l’aspettativa, neanche tanto emozionata, solo incuriosita.”
“Oh… mi chiedevo infatti perché mi continui a cercare…” mormorò lei, accettando il tu.
Lui inclinò la testa con una smorfia: “Beh… non è solo per quello.”
“Ah no?”
“No… direi che è anche perché… ti hanno veramente costruita bene. E mi piace guardarti.”
“Oh?! Sembra un complimento.” Disse lei aggrottando la fronte.
Keppler ridacchiò avvicinandosi al suo viso: “Sì, lo è, Clio, lo è.”
Clio arrossì leggermente pensando a quello che era seguito, subito dopo.
Scosse la testa: decisamente era meglio se non si erano visti…non sarebbe riuscita a nascondergli nulla… sempre che lui non fosse al corrente della missione, aggiunse tra sé pensierosa: sembrava che quell’uomo sapesse tutto ogni volta che lo incontrava.
Non doveva essere facile vivere con quel dono.
Sospirò preparandosi a dare il cambio a Kalt… lei non doveva dormire, lui sì: “Avanti nostromo, è ora di passarmi il timone.” Gli disse mettendogli una mano sulla spalla.
“Mi raccomando, attieniti alla rotta. Controlla la barra e il vento. Se qualcosa non va chiamami immediatamente.”
“Sì, lo so, lo so Kalt, avanti, va a dormire su. Non preoccuparti.”
Lo spostò quasi di peso e si mise al timone, mentre Kalt andava al suo giaciglio borbottando tra sé.
mercoledì 30 aprile 2008
lunedì 28 aprile 2008
E' una notte come solo i tropici sanno regalare
In un mare di cristallo si specchiano le tre lune ed il loro riflesso contamina il blu elettrico della volta stellata con una intensa sfumatura color del vino.
Il catamarano è alla fonda, sottovento ad un'isola dal profilo elevato, un vulcano spento da tempo, ora ricoperto da una folta vegetazione viola.
Intensa, la polvere delle stelle, ricorda ai nostri eroi che: -... Signori: è ora di pensare al lavoro! Non siamo in crociera per rilassarci!
- Ma comandante...
- Oh, Maeve, perfavore, la sera è appena iniziata!
- Ecco, stavo appena iniziando a gustarmi questo drink.
Non c'e' verso di commuovere l'irreprensibile comandante Fletcher: sotto un elegante tendalino bianco steso sulla coperta del catamarano ed illuminato da vere candele sospese in globi luminosi, il tavolo della dinette viene rapidamente sgombrato dai resti della cena, scompaiono i calici e le brocche con i cocktail alla frutta, il livello sonoro della musica ritmica è bruscamente abbassato e un diagramma tattico dell'isola, del complesso residenziale e degli obiettivi della missione viene proiettato sugli schermi integrati del ripiano.
- Come vi dicevo, la nostra missione è quella di recuperare un ostaggio prezioso: si tratta della figlia di un diplomatico. L'Ammiragliato non ha ritenuto di doverci rivelare oltre, ma in gioco è l'ingresso di un nuovo pianeta nella Federazione. E vista la situazione politica attuale, comprenderete bene l'importanza e la delicatezza della questione...Si Kalt?
- Ecco, mi domandavo... ma com'è possibile che qualcuno sia tenuto nascosto contro la propria volontà su questo pianeta nel cuore del quadrante Alfa.
- In effetti la dinamica del rapimento non è chiara...
- Oh, adesso salta fuori che è una fuga d'amore.
- Questo non ci riguarda dottore! Il nostro incarico è di riportare alla base la ragazza. Viva e possibilmente integra.
- Integra?
- Illibata Clio, illibata.
- Non capisco.
- Sembra che per alcune popolazioni della galassia, l'integrità sessuale sia ancora un valore sociale legato al cerimoniale dei matrimoni e delle alleanze politiche a questi collegati. Adesso concentriamoci sulle prossime mosse. La nostra copertura è questa: siamo un gruppo di spensierati turisti in crociera e purtroppo uno dei repulsori del nostro catamarano si è depolarizzato e necessita di manutenzione. Non abbiamo bisogno di ricambi, ma la riparazione prenderà circa ... uhm, vediamo... tre ore. Kalt resterà a bordo pronto a partire. Io e Hunt sbarcheremo per un bagno sulla spiaggia e ci recheremo alla villa-fortezza per i saluto di rito ai padroni di casa. E qui Clio gioca un ruolo essenziale: io indosserò i suoi emettitori olografici... aspetta Clio, non interrompermi: solo per poterla introdurre di nascosto nella costruzione. Dopo di che...
Un vento fresco ha corrugato la superficie del mare e una velatura di nuvole alte ha coperto le lune e le stelle.
La notte magica si è trasformata in una buia notte e gli spensierati navigatori sono ora degli incursori professionisti.
- Maeve, dimmi: quale costume pensi di indossare domani in spiaggia?
Il catamarano è alla fonda, sottovento ad un'isola dal profilo elevato, un vulcano spento da tempo, ora ricoperto da una folta vegetazione viola.
Intensa, la polvere delle stelle, ricorda ai nostri eroi che: -... Signori: è ora di pensare al lavoro! Non siamo in crociera per rilassarci!
- Ma comandante...
- Oh, Maeve, perfavore, la sera è appena iniziata!
- Ecco, stavo appena iniziando a gustarmi questo drink.
Non c'e' verso di commuovere l'irreprensibile comandante Fletcher: sotto un elegante tendalino bianco steso sulla coperta del catamarano ed illuminato da vere candele sospese in globi luminosi, il tavolo della dinette viene rapidamente sgombrato dai resti della cena, scompaiono i calici e le brocche con i cocktail alla frutta, il livello sonoro della musica ritmica è bruscamente abbassato e un diagramma tattico dell'isola, del complesso residenziale e degli obiettivi della missione viene proiettato sugli schermi integrati del ripiano.
- Come vi dicevo, la nostra missione è quella di recuperare un ostaggio prezioso: si tratta della figlia di un diplomatico. L'Ammiragliato non ha ritenuto di doverci rivelare oltre, ma in gioco è l'ingresso di un nuovo pianeta nella Federazione. E vista la situazione politica attuale, comprenderete bene l'importanza e la delicatezza della questione...Si Kalt?
- Ecco, mi domandavo... ma com'è possibile che qualcuno sia tenuto nascosto contro la propria volontà su questo pianeta nel cuore del quadrante Alfa.
- In effetti la dinamica del rapimento non è chiara...
- Oh, adesso salta fuori che è una fuga d'amore.
- Questo non ci riguarda dottore! Il nostro incarico è di riportare alla base la ragazza. Viva e possibilmente integra.
- Integra?
- Illibata Clio, illibata.
- Non capisco.
- Sembra che per alcune popolazioni della galassia, l'integrità sessuale sia ancora un valore sociale legato al cerimoniale dei matrimoni e delle alleanze politiche a questi collegati. Adesso concentriamoci sulle prossime mosse. La nostra copertura è questa: siamo un gruppo di spensierati turisti in crociera e purtroppo uno dei repulsori del nostro catamarano si è depolarizzato e necessita di manutenzione. Non abbiamo bisogno di ricambi, ma la riparazione prenderà circa ... uhm, vediamo... tre ore. Kalt resterà a bordo pronto a partire. Io e Hunt sbarcheremo per un bagno sulla spiaggia e ci recheremo alla villa-fortezza per i saluto di rito ai padroni di casa. E qui Clio gioca un ruolo essenziale: io indosserò i suoi emettitori olografici... aspetta Clio, non interrompermi: solo per poterla introdurre di nascosto nella costruzione. Dopo di che...
Un vento fresco ha corrugato la superficie del mare e una velatura di nuvole alte ha coperto le lune e le stelle.
La notte magica si è trasformata in una buia notte e gli spensierati navigatori sono ora degli incursori professionisti.
- Maeve, dimmi: quale costume pensi di indossare domani in spiaggia?
mercoledì 23 aprile 2008
Un minuto: aspetto solo un'altro minuto poi faccio irruzione nel bagno delle signore!
Ecco cosa stava passando nella mente del tenente Kalt Winter rimasto da solo al tavolo.
Ma cosa diavolo stava facendo Maeve? Ogni volta che i servizi segreti della Flotta Stellare coinvolgevano l'equipaggio della Princess non ne era uscito mai nulla di buono.
Un sudore gelido iniziò a scivolare lungo la schiena del boliano che pure non osava alzare lo sguardo dal bicchiere di birra romulana dinanzi a lui.
Poco distante, Pk e il dottor Hunt continuavano indisturbati la farsa della turista svampita e del playboy di professione, nell'indifferenza totale dei pochi avventori ancora sobri in quello squallido locale.
Niente, proprio non ci riusciva a restare seduto un minuto di più: Kalt si alzò rovesciando la sedia e si diresse verso la toilette con passo di carica...
... giusto in tempo per travolgere Maeve che ne usciva con la stessa foga e con un'espressione disgustata sul volto.
- Fuori, vi voglio tutti fuori: dobbiamo parlare!
Sbraitò Maeve Fletcher nel suo miglior tono militare, dopo essersi districata dall'impatto con Kalt.
- Ma comandante... e la copertura?
- Al diavolo la copertura!
Poco dopo i quattro ufficiali della Princess stavano caminando lungo la strada costiera verso un pontile di legno al quale era ormeggiato un vecchio catamarano a repulsione.
- Rapire una principessa ? Ma è illegale! E pericoloso!
- Ma è romantico!
- Ma è carina almeno questa principessa?
Ma cosa diavolo stava facendo Maeve? Ogni volta che i servizi segreti della Flotta Stellare coinvolgevano l'equipaggio della Princess non ne era uscito mai nulla di buono.
Un sudore gelido iniziò a scivolare lungo la schiena del boliano che pure non osava alzare lo sguardo dal bicchiere di birra romulana dinanzi a lui.
Poco distante, Pk e il dottor Hunt continuavano indisturbati la farsa della turista svampita e del playboy di professione, nell'indifferenza totale dei pochi avventori ancora sobri in quello squallido locale.
Niente, proprio non ci riusciva a restare seduto un minuto di più: Kalt si alzò rovesciando la sedia e si diresse verso la toilette con passo di carica...
... giusto in tempo per travolgere Maeve che ne usciva con la stessa foga e con un'espressione disgustata sul volto.
- Fuori, vi voglio tutti fuori: dobbiamo parlare!
Sbraitò Maeve Fletcher nel suo miglior tono militare, dopo essersi districata dall'impatto con Kalt.
- Ma comandante... e la copertura?
- Al diavolo la copertura!
Poco dopo i quattro ufficiali della Princess stavano caminando lungo la strada costiera verso un pontile di legno al quale era ormeggiato un vecchio catamarano a repulsione.
- Rapire una principessa ? Ma è illegale! E pericoloso!
- Ma è romantico!
- Ma è carina almeno questa principessa?
lunedì 21 aprile 2008
Come passare inosservati...
Quanto si sentiva stupida con quel cappello, quegli occhialoni e quella sciarpa di seta! Sally, un nome comunissimo, un travestimento perfetto. Cercava di chiocciare come aveva fatto Patricia per essere considerata una turista avanti con l’età alla ricerca di un’avventura. Non era così facile con Ryo, ma si stava divertendo. Lanciò un’occhiata al tenente Winter il quale annuì. Si alzò scusandosi con i suoi commensali e si avviò nella direzione in cui il barista le aveva indicato esserci il bagno. Aveva fatto il tragitto sventolando un orrido e gigante ventaglio continuando a ripetere “Che clima umido, quest’afa rovina la mia pelle!”. Non aveva mai sopportato quelle persone, eppure ora doveva imitarle alla perfezione. Sembrava assurdo che per passare inosservati si dovesse fare l’esatto opposto. Raggiunse la porta e vi entrò, qualche minuto dopo la donna incappucciata spalancò la porta, quindi la richiuse. “Dobbiamo parlare”
mercoledì 16 aprile 2008
Ciurma al completo
L'uomo non aspettò la risposta delle due donne ma andò ad appoggiarsi al bancone, perfettamente a suo agio, ordinando da bere con la naturalezza di chi passa ogni giorno della sua vita in bettole come quella e, approfittando del fatto che il barista, nel servirlo, ora gli dava le spalle, sussurrò all'orecchio dell'amico boliano: "Finalmente si torna in azione, Kalt. Non ne potevo più di quest'ospizio".
Poi raccolse i tre boccali che aveva richiesto ed andò a sedersi in mezzo alle due straniere, iniziando a chiacchierare e a ridere sguaiatamente, dando l'impressione di flirtare con entrambe. Il tipico bullo locale che tenta di sedurre una coppia di ingenue ma provocanti turiste. Una scena vista e rivista, in quel locale.
Kalt fece attenzione a non seguire i movimenti del dottore e tornò a rivolgersi alla donna incappucciata: "Beh... a quanto pare ci siamo tutti, signora".
Poi raccolse i tre boccali che aveva richiesto ed andò a sedersi in mezzo alle due straniere, iniziando a chiacchierare e a ridere sguaiatamente, dando l'impressione di flirtare con entrambe. Il tipico bullo locale che tenta di sedurre una coppia di ingenue ma provocanti turiste. Una scena vista e rivista, in quel locale.
Kalt fece attenzione a non seguire i movimenti del dottore e tornò a rivolgersi alla donna incappucciata: "Beh... a quanto pare ci siamo tutti, signora".
Turiste.
“Oh Sally, grazie per avermi portato a fare acquisti, erano secoli che non mi divertivo così.” Esordì Clio come programmato, non appena si sedettero ad un tavolo libero vicino a quello di Kalt. Il boliano, dal canto suo stava facendo di tutto per non farsi notare e non le guardò nemmeno. Le testa incassata sulle spalle nel tentativo di farsi sempre più piccolo.
La donna, irritata, non trovò di meglio da fare che sedersi sulla sedia di fronte a lui e controllare che quelle due donne non combinassero pasticci.
“Tesoro, non hai ancora visto nulla. Che te ne pare di questo posto? Non è caratteristico?”
disse Maeve a voce troppo alta, strascicando le vocali.
“Oh sì, è veramente un posto particolare. Non avevo mai visto una così gran varietà di gente.” Cinguettò Clio guardandosi intorno eccitata.
Non si soffermò con lo sguardo né su Kalt né sulla donna incappucciata, ma un lieve alzare delle sopracciglia, fece capire ai due che faceva tutto parte del piano per rendersi invisibili. Probabilmente era un paradosso, ma non appena gli altri avventori le classificarono per quello che sembravano, cioè delle turiste in vacanza alla ricerca di posti inusuali, l’interesse per la loro entrata scemò velocemente e nessuno fece più caso alle due donne. I cappelli a tesa larga nascondevano loro metà del viso, in modo da rendere difficile un’eventuale identificazione, gli occhiali da sole, sebbene vistosi, completavano il lavoro.
La donna incappucciata nascose un sorriso: “Forse le sue amiche non sono tanto maldestre come sembravano all’inizio, signor Winter.” Mormorò.
Kalt abbozzò un sorriso chiedendosi che fine avesse fatto Rio.
“Signore, posso offrire da bere a due belle donne come voi?” udirono una voce ben conosciuta chiedere.
La donna, irritata, non trovò di meglio da fare che sedersi sulla sedia di fronte a lui e controllare che quelle due donne non combinassero pasticci.
“Tesoro, non hai ancora visto nulla. Che te ne pare di questo posto? Non è caratteristico?”
disse Maeve a voce troppo alta, strascicando le vocali.
“Oh sì, è veramente un posto particolare. Non avevo mai visto una così gran varietà di gente.” Cinguettò Clio guardandosi intorno eccitata.
Non si soffermò con lo sguardo né su Kalt né sulla donna incappucciata, ma un lieve alzare delle sopracciglia, fece capire ai due che faceva tutto parte del piano per rendersi invisibili. Probabilmente era un paradosso, ma non appena gli altri avventori le classificarono per quello che sembravano, cioè delle turiste in vacanza alla ricerca di posti inusuali, l’interesse per la loro entrata scemò velocemente e nessuno fece più caso alle due donne. I cappelli a tesa larga nascondevano loro metà del viso, in modo da rendere difficile un’eventuale identificazione, gli occhiali da sole, sebbene vistosi, completavano il lavoro.
La donna incappucciata nascose un sorriso: “Forse le sue amiche non sono tanto maldestre come sembravano all’inizio, signor Winter.” Mormorò.
Kalt abbozzò un sorriso chiedendosi che fine avesse fatto Rio.
“Signore, posso offrire da bere a due belle donne come voi?” udirono una voce ben conosciuta chiedere.
mercoledì 9 aprile 2008
Da cosa nasce cosa
Non era una locanda per turisti.
Certo risaliva all'epoca dei primi coloni su Galan, quando la terraformazione ancora non era stata completata e la vita su quel pianeta era veramente vita di frontiera.
Nossignori, ricchi e civilizzati turisti in quel buco oscuro, le pareti di pietra scrostate, il bancone di legno taruik annerito dal tempo, i boccali sbreccati, non ne passavano molti.
La clientela attuale era composta da lavoratori del vetusto spazioporto mercantile, contrabbandieri di "generi esotici" e persone in genere che non volevano attirarsi troppi guai "di natura" legale dopo aver violato uno o due protocolli federali.
Anche nella penombra, anche in abiti civili, il tenente Kalt Winter della nave stellare Princess, si sentiva fuori luogo, quasi che la sua pelle azzurra fosse fluorescente come i bagliori dei pesci lampara.
Al ricordo della sua recente disavventura di pesca sportiva, Kalt si massaggiò le contusioni nella parte bassa della schiena.
- Non è elegante toccarsi il sedere in presenza di una signora, "signor" Winter.
L'apparizione improvvisa al fianco del suo tavolo, la frase pronunciata con ironia, un volto celato nell'ombra di un cappuccio, insomma il nervosismo del momento fece sussultare il boliano.
- Oh be' quello... - per l'imbarazzo il volto di Kalt assunse toni bluastri - ... è un rito scaramantico del mio popolo. -
- Andiamo tenente, dopo tutti questi anni di servizio nella Flotta Stellare, ancora crede nella fortuna?
- La prego signora, parli piano, questo locale non è del tutto "sicuro".
- Vedo.- fu la risposta in tono disgustato - E dove sono i suoi amici?
- Arriveranno a minuti: era più sicuro entrare alla spicciolata. Avremmo dato meno nell'occhio.
Proprio in quell'istante fecero il loro rumoroso ingresso due turiste, terrestri a giudicare dagli abiti, dai cappelli a larghe tese e dai grandi occhiali da sole, le braccia cariche di souvenir.
- Meno nell'occhio mi stava dicendo?
Kalt, ancora più imbarazzato, non trovò nel suo frasario buono per tutte le occasioni, alcunchè da replicare...
Certo risaliva all'epoca dei primi coloni su Galan, quando la terraformazione ancora non era stata completata e la vita su quel pianeta era veramente vita di frontiera.
Nossignori, ricchi e civilizzati turisti in quel buco oscuro, le pareti di pietra scrostate, il bancone di legno taruik annerito dal tempo, i boccali sbreccati, non ne passavano molti.
La clientela attuale era composta da lavoratori del vetusto spazioporto mercantile, contrabbandieri di "generi esotici" e persone in genere che non volevano attirarsi troppi guai "di natura" legale dopo aver violato uno o due protocolli federali.
Anche nella penombra, anche in abiti civili, il tenente Kalt Winter della nave stellare Princess, si sentiva fuori luogo, quasi che la sua pelle azzurra fosse fluorescente come i bagliori dei pesci lampara.
Al ricordo della sua recente disavventura di pesca sportiva, Kalt si massaggiò le contusioni nella parte bassa della schiena.
- Non è elegante toccarsi il sedere in presenza di una signora, "signor" Winter.
L'apparizione improvvisa al fianco del suo tavolo, la frase pronunciata con ironia, un volto celato nell'ombra di un cappuccio, insomma il nervosismo del momento fece sussultare il boliano.
- Oh be' quello... - per l'imbarazzo il volto di Kalt assunse toni bluastri - ... è un rito scaramantico del mio popolo. -
- Andiamo tenente, dopo tutti questi anni di servizio nella Flotta Stellare, ancora crede nella fortuna?
- La prego signora, parli piano, questo locale non è del tutto "sicuro".
- Vedo.- fu la risposta in tono disgustato - E dove sono i suoi amici?
- Arriveranno a minuti: era più sicuro entrare alla spicciolata. Avremmo dato meno nell'occhio.
Proprio in quell'istante fecero il loro rumoroso ingresso due turiste, terrestri a giudicare dagli abiti, dai cappelli a larghe tese e dai grandi occhiali da sole, le braccia cariche di souvenir.
- Meno nell'occhio mi stava dicendo?
Kalt, ancora più imbarazzato, non trovò nel suo frasario buono per tutte le occasioni, alcunchè da replicare...
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