mercoledì 16 aprile 2008

Ciurma al completo

L'uomo non aspettò la risposta delle due donne ma andò ad appoggiarsi al bancone, perfettamente a suo agio, ordinando da bere con la naturalezza di chi passa ogni giorno della sua vita in bettole come quella e, approfittando del fatto che il barista, nel servirlo, ora gli dava le spalle, sussurrò all'orecchio dell'amico boliano: "Finalmente si torna in azione, Kalt. Non ne potevo più di quest'ospizio".
Poi raccolse i tre boccali che aveva richiesto ed andò a sedersi in mezzo alle due straniere, iniziando a chiacchierare e a ridere sguaiatamente, dando l'impressione di flirtare con entrambe. Il tipico bullo locale che tenta di sedurre una coppia di ingenue ma provocanti turiste. Una scena vista e rivista, in quel locale.
Kalt fece attenzione a non seguire i movimenti del dottore e tornò a rivolgersi alla donna incappucciata: "Beh... a quanto pare ci siamo tutti, signora".

Turiste.

“Oh Sally, grazie per avermi portato a fare acquisti, erano secoli che non mi divertivo così.” Esordì Clio come programmato, non appena si sedettero ad un tavolo libero vicino a quello di Kalt. Il boliano, dal canto suo stava facendo di tutto per non farsi notare e non le guardò nemmeno. Le testa incassata sulle spalle nel tentativo di farsi sempre più piccolo.
La donna, irritata, non trovò di meglio da fare che sedersi sulla sedia di fronte a lui e controllare che quelle due donne non combinassero pasticci.
“Tesoro, non hai ancora visto nulla. Che te ne pare di questo posto? Non è caratteristico?”
disse Maeve a voce troppo alta, strascicando le vocali.
“Oh sì, è veramente un posto particolare. Non avevo mai visto una così gran varietà di gente.” Cinguettò Clio guardandosi intorno eccitata.
Non si soffermò con lo sguardo né su Kalt né sulla donna incappucciata, ma un lieve alzare delle sopracciglia, fece capire ai due che faceva tutto parte del piano per rendersi invisibili. Probabilmente era un paradosso, ma non appena gli altri avventori le classificarono per quello che sembravano, cioè delle turiste in vacanza alla ricerca di posti inusuali, l’interesse per la loro entrata scemò velocemente e nessuno fece più caso alle due donne. I cappelli a tesa larga nascondevano loro metà del viso, in modo da rendere difficile un’eventuale identificazione, gli occhiali da sole, sebbene vistosi, completavano il lavoro.
La donna incappucciata nascose un sorriso: “Forse le sue amiche non sono tanto maldestre come sembravano all’inizio, signor Winter.” Mormorò.
Kalt abbozzò un sorriso chiedendosi che fine avesse fatto Rio.
“Signore, posso offrire da bere a due belle donne come voi?” udirono una voce ben conosciuta chiedere.

mercoledì 9 aprile 2008

Da cosa nasce cosa

Non era una locanda per turisti.
Certo risaliva all'epoca dei primi coloni su Galan, quando la terraformazione ancora non era stata completata e la vita su quel pianeta era veramente vita di frontiera.
Nossignori, ricchi e civilizzati turisti in quel buco oscuro, le pareti di pietra scrostate, il bancone di legno taruik annerito dal tempo, i boccali sbreccati, non ne passavano molti.
La clientela attuale era composta da lavoratori del vetusto spazioporto mercantile, contrabbandieri di "generi esotici" e persone in genere che non volevano attirarsi troppi guai "di natura" legale dopo aver violato uno o due protocolli federali.
Anche nella penombra, anche in abiti civili, il tenente Kalt Winter della nave stellare Princess, si sentiva fuori luogo, quasi che la sua pelle azzurra fosse fluorescente come i bagliori dei pesci lampara.
Al ricordo della sua recente disavventura di pesca sportiva, Kalt si massaggiò le contusioni nella parte bassa della schiena.
- Non è elegante toccarsi il sedere in presenza di una signora, "signor" Winter.
L'apparizione improvvisa al fianco del suo tavolo, la frase pronunciata con ironia, un volto celato nell'ombra di un cappuccio, insomma il nervosismo del momento fece sussultare il boliano.
- Oh be' quello... - per l'imbarazzo il volto di Kalt assunse toni bluastri - ... è un rito scaramantico del mio popolo. -
- Andiamo tenente, dopo tutti questi anni di servizio nella Flotta Stellare, ancora crede nella fortuna?
- La prego signora, parli piano, questo locale non è del tutto "sicuro".
- Vedo.- fu la risposta in tono disgustato - E dove sono i suoi amici?
- Arriveranno a minuti: era più sicuro entrare alla spicciolata. Avremmo dato meno nell'occhio.
Proprio in quell'istante fecero il loro rumoroso ingresso due turiste, terrestri a giudicare dagli abiti, dai cappelli a larghe tese e dai grandi occhiali da sole, le braccia cariche di souvenir.
- Meno nell'occhio mi stava dicendo?
Kalt, ancora più imbarazzato, non trovò nel suo frasario buono per tutte le occasioni, alcunchè da replicare...

lunedì 7 aprile 2008

Vacanza?

Clio sorrise vedendo Kalt travolto dalla folla di bimbi, scosse la testa sistemandosi meglio in braccio uno dei suoi figliocci, e ringraziò il cielo di avere loro, altrimenti sarebbe impazzita: non fare nulla e stare 'in vacanza' decisamente non faceva per lei, checché ne dicesse il Maggiore Keppler...

Tre Giorni prima:

Clio girava per il cantiere ad osservare come lavoravano gli operai e gli ingenieri, cercava di non farsi notare (cosa piuttosto difficile visto l'aspetto della donna olografica) ma, in realtà, stava tra i piedi a tutti, domandando, controllando, approvando o suggerendo qualsivoglia riparazione sulla "sua" nave. Non aveva nemmeno accettato l'alloggio temporaneo che le avevano assegnato, voleva rimanere sulla nave, e non c'erano state storie.
Il capitano Blanc aveva interceduto presso l'ammiragliato per lei e così le avevano concesso di rimanere sulla Princess, poi era andata a trovarla e a salutarla informandola che quanto prima sarebbe stata convocatadall'Ammiraglio Sakura. Clio aveva abbozzato, pensando che probabilmente l'avrebbero redarguita per il suo comportamento, ma non le importava, tutto per la sua nave, si disse, dando un'occhiata affettuosa alla Princess.
Era stato come sentirsi tagliare in due quando aveva creduto di averla persa. Non si era mai resa conto di quanto fosse legata alla nave prima di quel momento. Era casa sua, l'unica casa che avesse conosciuto, l'unico posto in cui era stata considerata un essere vivente e pensante e non un ologramma, un ammasso di circuiti e subroutines... inoltre aveva avuto paura di perdere non solo la casa, ma anche la sua famiglia, sì perché di questo si trattava: la Princess era la sua casa e l'equipaggio era la sua famiglia... sorrise, pensando che la sensazione che provava gliela avevano trasmessa i Winter. Ora stavano riposando anche loro, in vacanza, tutti e cinque. Erika stava reagendo bene, tutto sommato: Kalt e Windy facevano di tutto per sollevarla di morale. I bambini inoltre erano un impegno costante e forse proprio quella era la cura adatta a quei tre. Lei non aveva voluto andare con loro, voleva rimanere lì, con la sua casa...ad accertarsi che non gliela portassero via. Perché di questo si trattava in realtà: aveva paura di essere assegnata ad un'altra nave, ad un altro equipaggio: "Piuttosto mi intrufolo nel computer di bordo della Princess." pensò tra sé.
"E se smantellassero anche il computer?" udì una voce chiedere. Rimase di sasso e si voltò lentamente vedendo il maggiore Keppler guardarla beffardo. Il telepate doveva essersi allenato parecchio, visto che le aveva letto nel pensiero con chiarezza.
Lui rispose al suo pensiero ad alta voce: "Esatto ologramma, mi sono allenato per entrare anche nelle sue subroutines e devo dire che è stato molto, molto istruttivo. Farò più tardi rapporto completo all'ammiraglio Sakura." disse sogghignando e facendole provare un brivido dietro la schiena.
Clio chiuse gli occhi per un attimo pensando: "E ora come faccio? Questo qui mi odia." poi li riaprì leggendo consapevolezza nelle iridi dell'uomo e arrossendo leggermente. Era a corto di parole, ricordava come l'aveva trattata nel corso di una missione e ora si sentiva in imbarazzo anche solo a pensare qualcosa.
"No, non la odio ologramma, trovo solo che sia anche troppo emotiva per essere un semplice ammasso di circuiti e subroutines." sorrise lui freddamente.
"Cosa succederà ora?" gli domandò preoccupata. "Nulla... la Princess verrà riparata, voi verrete interrogati, lei no, ci ho già pensato io come le ho anticipato prima, e discuteremo insieme dei piani per difenderci da quell'arma. Siete stati bravi, non c'è che dire, ologramma, e lei è stata brava a... sentire che era tutta un'illusione. Ora penso sia il caso che si tolga dai piedi e lasci questi uomini lavorare in pace alla 'sua' nave, non crede?"
Clio lo fissò corrugando la fronte e iniziando a scuotere la testa ma lui la interruppe con un gesto: "E' un ordine capo ops Pk-23. E non si discute: il suo alloggo è pronto, e immagino che tutti qui tireranno un sospiro di sollievo appena la vedranno venir via con me. Prenda le sue cose, si merita una vacanza."Clio lo fissò rassegnata: "D'accordo... ma cosa si fa in vacanza?" borbottò corrucciata.
Keppler la fissò per un attimo perplesso poi un sorriso, un vero sorriso, gli distese i lineamenti: "Beh ci si trova con gli amici, si va in giro nei locali a divertirsi, o si può anche semplicemente poltrire... personalmente mi piace molto rilassarmi con un bicchiere di brandy in mano e della buona musica, ma anche leggere, o vedere vecchi film... insomma si fanno un sacco di cose in vacanza, vedrà che il tempo le sembrerà volato via quando dovrà tornare qui alla Princess."
Clio lo fissò con una nuova speranza negli occhi: "Tornerò qui? Voglio dire, sarò riassegnata alla Princess? Davvero?"
"Oops... non avrei dovuto dirlo forse... avanti ora, vada a prendere le sue cose, la accompagnerò al suo alloggio così parleremo di quello che c'era laggiù."
"Ma non lo sa già?" domandò perplessa prima di muoversi.
"Voglio qualcosa di più di alcune immagini, ologramma." rispose lui sogghignando.
"Clio... per favore." mormorò tra lo stizzito e il rassegnato.
"Solo se si comporterà bene. Si muova ora."
"Signorsì signore!"

E ora eccola lì, alla festa organizzata dai Winter per i bimbi. Il piccolo di casa le si era addormentato in braccio mentre suo padre stava raccontando la storia di Cochrane e del primo contatto, e lei ripensava a quello che era avvenuto dopo con Keppler che le faceva una specie di interrogatorio supportato dalle immagini che captava dalla sua mente, e poi la abbandonava a sè stessa dicendole di imparare a divertirsi. Divertirsi... che poteva fare lei di divertente senza la sua nave di cui occuparsi? Così era andata dai Winter e loro l'avevano coinvolta nelle loro vacanze. Solo che lei si sentiva un po' tagliata fuori. O erano tutti carinissimi e dolcissimi e lei voleva loro un gran bene, ma sembrava che avessero raggiunto un loro equilibrio ormai, e lei aveva paura di sconvolgerlo.
Sospirò abbassando gli occhi sul visetto rilassato del bambino che teneva in grembo e sorrise teneramente: li amava tutti così tanto.
"E proprio un bel bambino. Chi avrebbe mai pensato che un ologramma potesse avere un tale senso materno?" sentì una voce all'orecchio chiederle.
Arrossì leggermente prima di voltarsi a guardare Keppler negli occhi: "E chi avrebbe mai pensato che un uomo odioso come lei potesse essere così accorto da parlare a bassa voce per non svegliare un bambino addormentato?"
L'uomo ridacchiò_ "Touché ologramma."
"Maggiore Keppler, come mai da queste parti? Siamo onorati di averla tra noi." disse Kalt raggiungendoli con Erika che delicatamente prese il bimbo in braccio: "Grazie Clio, ora lo porto a letto così farà il suo pisolino finalmente. Vorrei capire come riesci a farlo addormentare così facilmente." scosse la testa la centauriana.
"Non credo di essere stata io, piuttosto la voce di suo padre."
"Vorresti dire che la mia voce è soporifera?" domandò Kalt leggermente piccato.
"No, direi rilassante Kalt." rise lei scoccandogli un bacio sulla guancia.
"Maggiore, faccia come se fosse a casa sua. Clio fai tu gli onori di casa? Kalt vieni, dobbiamo cominciare la caccia al tesoro." disse Windy prendendo il marito per un braccio e portandolo via.
Keppler represse un sorriso vedendoli discutere, Clio se ne accorse: "Cosa c'è? Che stanno dicendo?"
"Pensando vorrà dire? Beh la signora sembra pensare che vogliamo stare da soli, mentre Winter non si fida a lasciarla sola con me." disse lui voltandosi verso di lei e fissandola negli occhi fermamente.
Clio arrossì: "Oh... e lei che ha intenzione di fare?" domandò perplessa.
Keppler rise: "Solo vedere se ha imparato a divertirsi, ma a quanto ho capito... non sa proprio cosa fare se non deve lavorare. Venga, la porto a vedere come procedono i lavori sulla Princess.
Clio non si rese conto che il sorriso che gli fece era a dir poco abbagliante.

sabato 5 aprile 2008

Buon giorno del Primo contatto!

E cosi' bambini miei - la voce profonda di Kalt Winter affascinava sempre la tribu' dei piccoli riunita a semicerchio tutto intorno a lui- il 5 aprile dell'anno 2063 il dottor Zephram Cochrane divenne il primo uomo a infrangere la velocita' di curvatura, magari con un piccolissimo aiuto da parte dell'equipaggio della nave stellare Enterprise. - il barbuto boliano strizzo' l'occhio al suo attento pubblico - La scia della Phoenix attiro' l'attenzione di alcuni Vulcaniani che bighellonavano nei paraggi della Terra, dando cosi' il via al "Primo contatto" tra la razza degli umani e quelle che fino a quel momento erano per loro le "fantascientifiche" razze aliene.
Insomma, ancora oggi in tutta la Federazione dei Pianeti Uniti questa ricorrenza si festeggia il "giorno del Primo contatto".
Va bene, va bene: adesso potete assaggiare la torta di kuvush!
Piano, ce n'e' per tutti, non spingeteeeee!

giovedì 3 aprile 2008

MaryAnne

Ryo passò uno sguardo piuttosto stupito sulle tre donne, alzando la mano in segno di saluto.
"Piacere, signore... Ryo Hunt".
Poi tornò a guardare Maeve con l'aria di chi non riesce a capire cosa sta succedendo ma l'esuberante MaryAnne, ripresasi immediatamente dallo stupore iniziale, non gli diede il tempo di aggiungere altro e, saltata fuori dalla vasca con un'insospettabile agilità, lo prese sottobraccio. "Signor Hunt... presta servizio sulla Princess, vero?".
"Ehm... Sì signora, sono l'ufficiale medico capo".
Un grido di sorpresa si levò dalla vasca. MaryAnne guardò le sue comari con l'aria di chi ha appena vinto la lotteria e si strinse ancora di più al braccio dell'uomo.
"Allora è lui il famoso dottore di cui tanto si parla in giro...", Maeve riuscì ad ascoltare questo commento bisbigliato da Patricia a Gwendalyne e sorrise, immaginando cosa potesse significare per quelle tre donne vedersi materializzare davanti agli occhi l'oggetto di chissà quanti pettegolezzi e leggende metropolitane.
MaryAnne decise che non poteva assolutamente lasciarsi sfuggire quell'occasione, prese il coraggio a due mani e si fece ancora più intraprendente. "Ah, quindi è un dottore... ma allora è il cielo che la manda! E' da stamane che ho un certo dolorino qui", disse sfiorandosi un seno ancora tonico nonostante la non più giovanissima età, "ma nessuno ha saputo dirmi di che cosa si tratta, nonostante tutti quei meravigliosi aggeggi tecnologici che avete oggi a disposizione voi medici. Non potrebbe essere così gentile da darmi un'occhiata, magari davanti ad un bicchiere?".
Il dottore sgranò gli occhi incredulo e cercò lo sguardo di Maeve, che annuì continuando a sorridere beatamente.
Allora Ryo capì tutto. Sarebbe stato al gioco, avrebbe offerto un drink e scambiato due chiacchiere con la signora rifiutando galantemente ogni avance, dopodiché si sarebbe congedato adducendo impegni presi in precedenza con qualche alto ufficiale; la signora sarebbe stata comunque felice di avere qualcosa di cui pavoneggiarsi da raccontare a tutte le sue amiche, e lui avrebbe avuto la possibilità di ascoltare un pò delle storie romanzate ed esagerate che ormai giravano sul suo conto.
In fondo, in quel mortorio generale che era Galan II, non è che ci fosse molto di meglio da fare per passare il tempo.
"Perché no?", rispose Ryo sorridendo ad un'entusiasta MaryAnne.
Maeve sorrise un'ultima volta notando l'occhiolino che MaryAnne aveva lanciato alle sue amiche prima di voltarsi e seguire il dottore, dopodiché lasciò perdere il fantasioso chiacchiericcio delle due donne che erano rimaste con lei e se ne stette ad osservare la sagoma di Ryo finché non scomparve in lontananza.
Il dottore sembrava sereno come al solito, eppure era sicura che le ferite dell'ultima missione erano tutt'altro che cicatrizzate. Non era l'unico. Avevano tutti un gran bisogno di distrarsi e ricaricare le batterie.
Presto, dall'ammiragliato, sarebbe arrivato un nuovo incarico...

Galan II - Ai bagni termali

Certo Galan II non era il massimo, ma aveva una spiaggia e dei stupendi bagni termali! Una specie di meta turistica non solo per chi era costretto a passare le giornate lì in attesa che la nave fosse risistemata, ma anche per coppie anziane in vacanza. Mentre Maeve era immersa nelle calde acque termali per rilassarsi, gli occhi chiusi, cercando di non pensare a nulla, erano giunte un gruppo di allegre comari un po’ avanti negli anni che continuavano a parlare fitto fitto delle cose più strampalate.
“Avete visto l’ultima persona giunta?”
“Oh MaryAnne con quella nave che è arrivata ieri sono scese un sacco di persone! Devi essere più specifica”
“Gwendolyne io ho notato il boliano e la sua famiglia, ti rendi conto? Due mogli… però quei bimbi erano così carini…”
“Gwendolyne, Patricia siete le solite nonnine, io pensavo a quel bell’uomo con l’aria vissuta che è sceso!”
“MaryAnne!” risposero le due con tono quasi scandalizzato “Sei vedova da cinque anni e guardi un ragazzo che potrebbe essere quasi tuo figlio? Vergogna!”
La bajorumana abbozzò un sorriso sentendo la conversazione.
“Site voi che siete due sciocche, mi scusi signorina…” rivolgendosi quindi alla Fletcher, la quale aprì gli occhi osservando le tre signore che si erano immerse anche loro nelle calde acque “Mi dica lei non avrebbe fatto come me?”
“Beh ci sono stati dati gli occhi per guardare direbbe una mia amica!”
“Vedete, voi siete due vecchiette senza speranza, attendete che i vostri figli vi portino i nipotini, o che i vostri mariti finiscano le riunioni all’ammiragliato per potervi raggiungere, io mi godo la vita ora, anche se devo ammettere che lo facevo anche prima!” sghignazzando. Le altre due scuoterono la testa turbate quasi.
“Ma sapete, non so ancora il suo nome… devo riuscire a scoprirlo, poi magari lo inviterei a bere un drink!”
“MaryAnne!” esclamarono nuovamente le altre due. Sembrava fosse l’unica parola che conoscevano.
Proprio in quel momento l’ufficiale medico della Princess attraversò il corridoio e vedendo la Fletcher decise di raggiungerla, almeno per salutarla.
“Oddio è lui sta arrivando” mormorò Patricia.
“MaryAnne chiediglielo se hai il coraggio” sussurrò Gwendolyne.
“Di sicuro!” disse la terza signora ravvivandosi i capelli con una mano.
Hunt arrivò proprio ai bordi della vasca qualche secondo dopo.
“Ciao Maeve!” le disse sorridendole, il sorriso che aveva fatto perdere la testa a numerose donne per la galassia. Le tre donne osservarono la bajorumana.
“Ciao Ryo! Volevo presentarti Patricia, Gwendolyne e MaryAnne” indicandole una alla volta “Sai erano impazienti di fare la tua conoscenza!”