Tempo zero.
E' una microscopica smagliatura nel tessuto dello spazio-tempo.
E' invisibile, almeno nelle prime tre dimensioni canoniche ma, ad un ipotetico strumento in grado di osservare le stringhe enne-dimensionali che si aggrovigliano a formare l'universo, apparirebbe come un'enorme falla al calor bianco.
Tempo + uno.
Il cuore pulsante dell'anomalia viene attraversato da una particella reale "quasi" priva di massa; un unico, innocuo, neutrino.
Tutto cambia in un lampo di luce attinico.
La Uss Princess, nella sua missione di nave scuola per i cadetti della Flotta Stellare, aveva lasciato alle sue spalle la base commerciale ferenghi per inoltrarsi in una zona ancora inesplorata della galassia.
Durante la breve sosta tecnica aveva imbarcato diverse casse di materiali "esotici" che la tecnologia dei replicatori non poteva rimaterializzare, misteriosi passeggeri erano sbarcati diretti verso altrettanto sconosciute destinazioni, i cadetti avevano acquistato ricordini "alieni" per le famiglie sulla Terra ed infine un nuovo complemento per l'equipaggio era stato arruolato ed imbarcato.
Adesso l'astronave viaggiava nel bel mezzo del gelido nulla a velocità d'impulso.
I cadetti, alla loro prima crociera, si affannavano alle postazioni dei sensori per mappare quella landa ignota.
Database si riempivano di informazioni, nuove carte planetarie venivano disegnate, comete catalogate e asteroidi erranti segnalati.
Il facente funzione di guardiamarina Kalt Winter era stato invece destinato alla sezione Operazioni, ovvero il candidato ideale per tutta una serie di lavori di routine, tanto umili quanto noiosi.
Così se ne stava, a bordo di una minuscola capsula di servizio alla ricerca di microfalle nello scafo secondario.
Uno degli strumenti catturò l'attenzione del boliano: lieve perdite di refrigerante dai condotti esterni, ovvero l'ennesima voce di una lunga lista di interventi manutentivi da eseguire una volta a bordo.
Kalt provava una strana sensazione: si sentiva un insignificante granello di materia senziente, perso in un immenso, indifferente e gelido, mare.
Ma, riflettè, fatte le debite proporzioni l'intera nave, con il suo carico di giovane umanità, non era altro che un minuscolo punto perduto alla fioca luce delle stelle.
Il boliano si consolò pensando al drink tiepido che lo aspettava al Bar di Prora e, così distratto, non si accorse del tenue lampo transdimensionale che aveva appena attraversato l'intero quadrante.
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8 commenti:
Piccolo contributo.
G.
Ottimo, ottimo.
Quando torna Sara?
Post rivisto e corretto in un momento di tranquillita' domestica.
Volevo esprimere meglio l'idea di gelido isolamento dello spazio remoto dove operano i nostri eroi preferiti.
Mi direte se ci sono riuscito almeno un po' a trasmettere qualche sensazione.
G.
beh... sì, direi di sì:)
MI hai fatto venire in mente il freddo... e ce ne vuole quando ci sono 30 gradi all'ombra ehehheh.
Ma oltre a noi quattro non ci sta più nessuno in giro con voglia di scrivere?
Perdonate, mi era sfuggito qualche precedente commento. Me ne accorgo solo ora grazie a Sara, anzi, bentornata!
Certo che sì Gianc, ci riesci sempre, e non è una frase di circostanza.
Quanto all'ultima boh... a questo punto temo di sì :)
Raga, sono tornata.. o meglio sono nuovamente operativa almeno per la prossima settimana... causa fulmine pc in tilt fino a oggi, che gioia...
Vabbè vedremo che possiamo fare:)
Bentrovata!
Io non sono andato in ferie, anzi tra lavoro e turni in Protezione Civile e' un periodo faticosissimo.
Meno male che c'e' Star Trek a farmi sognare un po'.
G.
Scusate ma ho avuto una settimana di fuoco al lavoro: cosucce da sistemare etc etc etc... ergo non sono riuscita ad inventare nulla...
domani parto per la Croazia per l'ultima settimana di vacanza (quest'anno è andata bene:)) e vediamo per quando torno se mi viene in mente qualcosina. Nel frattempo, se qualcuno volesse scrivere non è che mi offendo eh:D
Un bacio a tutti.
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