mercoledì 8 luglio 2009

Due occhi verdi

2371, era un anno che era arrivata all’Accademia e non era cambiato poi molto nella sua vita. Tutti i fine settimana a casa a due passi, il solito giro con l’amica di sempre Lorelai, e lo studio. Già era al secondo anno ma veniva considerata lo stesso una matricola spesso e volentieri, la guardavano con un briciolo di curiosità, soprattutto quel nasino che si ritrovava. Si guardava attorno, decisa più che mai a continuare con l’idea che si era fatta inizialmente: laurearsi in chimica ed astronomia, arruolarsi per diventare un ufficiale scientifico anche se papà non era propriamente d’accordo. Maeve Fletcher camminava lungo quel lungo viale alberato che l’avrebbe portata a seguire il corso di chimica organica quando di colpo venne urtata abbastanza violentemente da un ragazzo che correva nella direzione opposta.
"Dannazione a te, fai più attenzione la prossima volta!" brontolando come naturale, osservando quel ragazzo che appena imbarazzato sorrideva e si scusava. Gli occhi la colpirono, quegli occhi verdi che penetravano dritti nell’animo. Scosse la testa come per riprendersi ed entrò nella sua aula. Era tutto un chiacchiericcio, tutti parlavano di altro, di quello che si diceva del commodoro, prese posto accanto a Lorelai come al solito ma anche lei pareva interessata a quelle voci.
"Che diavolo sta succedendo qui? Non si fa lezione?" mormora verso l’amica
"Eve tu non sai che è successo, insomma pare che un cadetto alquanto affascinante fosse l’amante della moglie del commodoro"
"E allora? Cosa importa a noi?" domandò perplessa.
"Si fanno ipotesi sul nome del cadetto, e quando tutti erano concordi con un unico nome un ragazzo è uscito da qui rapidamente, pare sia Ryo Hunt, lo conosci?"
"Io? E come potrei?" fissando l’amica.
"Non so fa medicina, ma non riesco a focalizzarlo nel mio corso probabilmente è più grande, anzi di sicuro. Magari l’avevi notato mentre mi aspettavi qualche volta, no?"
Per un secondo Maeve ripensò al ragazzo che l’aveva urtata poco prima, poi si diede della stupida, sarebbe stato troppo fantascientifico che lei avesse incontrato, anzi si fosse scontrata con la persona più chiacchierata dell’intero campus. Nell’aula entrò un uomo non molto anziano, un ammiraglio pareva, subito il silenzio calò e tutti fissarono quella figura rossa ai piedi della cattedra. "Ho un annuncio da fare, fra una settimana circa partirà una nave scuola, voglio imbarcare due persone di quest’aula, gli interessati dovranno sostenere un test. I due fortunati saranno contattati e si imbarcheranno."

Una settimana dopo a bordo della Uss Princess
Maeve si aggirava per i corridoi cercando di memorizzare i punti chiave di quella nave senza dover essere costretta a chiedere informazioni al computer ogni cento metri.
Aveva salutato a malapena, dopo il test ed essere stata informata che era stata scelta, Lorelai ed Henry McMenox, quella testa calda di uno scozzese con cui era diventata amica dopo aver discusso per più di due ore sulla popolazione cardassiana. Ora si trovava lì, spaesata e sola, più del solito, dove non conosceva nessuno e tutti osservavano i suoi gradi inesistenti. "Dannazione a me che ho fatto quel test" mormorò entrando nel bar "e dannazione a me che ho accettato di venire quassù con quel borioso del cadetto Finnish entrato qui solo perché figlio di…" sedendosi stancamente sullo sgabello del bar "un thè di jumja per cortesia!". Nemmeno a dirlo quegli occhi verdi e quel sorriso erano di nuovo lì proprio davanti a lei.

3 commenti:

Maeve ha detto...

ehm scusate il ritardo ma vi ho letto sempre^^ facevo fatica a postare qualcosa...
un bacione
Lara

kalt ha detto...

Ciao Lara e bentrovata!

G.

Clio Pk ha detto...

Evvai... la Princess si sta riunendo... sto pensando come imabarcare P qualcosa:D