venerdì 12 giugno 2009

2371

Kalt non riusciva a dormire.
Se ne stava sdraiato a fissare le tubazioni sul soffitto della stanza.
Stanza! A dirla tutta, era un eufemismo anche solo parlare di ripostiglio: pareti anguste e rugginose, una brandina a scomparsa, un minuscolo bagno, un armadietto incassato, uno stretto ripiano, una sedia e un terminale dal video incrinato.
A intervalli irregolari sentiva le vibrazioni del turboelevatore di servizio; almeno erano un diversivo dal continuo raschiare della ventola di aereazione e poteva divertirsi a scommettere con se stesso quanti minuti sarebbero trascorsi tra un passaggio e l'altro.
Ma era tutto ciò che poteva permettersi con i pochi crediti rimasti: da quando era sbarcato dal mercantile "Spezia Fragrante" su quella vetusta stazione spaziale, il giovane ufficiale boliano non aveva ancora trovato un nuovo imbarco.
Ogni mattino standard si presentava agli uffici delle compagnie di navigazione per consultare i ruolini dei vascelli in arrivo, poi raggiungeva la darsena spaziale nella speranza di trovare un lavoro e garantirsi almeno le razioni ai replicatori pubblici.
Il giorno prima era iniziato come sempre, nessun nuovo arrivo, ma Kalt aveva trovato un piccolo lavoretto "esterno": pilotare la capsula di servizio addetta alla ricerca di microfalle sullo scafo di un cargo serosiano.
Così, a fine giornata, aveva deciso di festeggiare e con il gruzzolo guadagnato si era presentato nell'unico locale della stazione.
E proprio mentre era intento a giocarsi l'ultimo credito al tavolo del dabo (possibile che l'amata Ifni, dea della fortuna, l'avesse abbandonato in questo modo ?) era stato raggiunto dall'addetto militare di Bolarus.
L'anziano sergente maggiore gli aveva offerto una scadente birra romulana e consegnato un dpadd: Kalt era appena stato richiamato in servizio come ufficiale della Riserva.
Si trattava di una clausola siglata sei anni prima quando si era diplomato come capitano mercantile, firmata e poi dimenticata: ora una nave scuola della Federazione era prevista in arrivo alla stazione da li a poche ore e lui avrebbe dovuto presentarsi al tunnel d'imbarco come ufficiale di collegamento.
Kalt non sapeva se essere felice dell'opportunità di lasciare quel oscuro buco in fondo al quadrante Alfa o se tentare la sorte disertando e imbarcandosi come clandestino sul primo cargo in transito.
Un'altra scommessa nella sua vita.
Lanciò per aria quell'ultimo credito che stringeva ancora nel pugno: per usare un'espressione umana, "testa o croce"?
Testa! E che Federazione fosse allora.
Kalt, sdraiato nel suo loculo attendeva ora, più inquieto che mai, il nuovo mattino.

7 commenti:

kalt ha detto...

Ci proviamo?

G.

Clio Pk ha detto...

belli i pezzi, chiedo venia se non riuscirò a scrivere prima di qualche giorno: mancanza di tempo sigh... ma arriverà anche il mio pezzo, promesso.

Anonimo ha detto...

Ben fatto, Gianc!

Ma nessuna nuova dal grande capo? :D

kalt ha detto...

Tutto tace, ma almeno un piccolo "gancio" per Pk (non ancora Clio?) e' pronto.

G.

p.s. la prossima settimana porto Vittorio in campeggio e difficilmente saro' on-line

Anonimo ha detto...

Paperinik o già Clio, o altro, se Sara preferisce, un espediente si trova...

Buon campeggio! Ci sentiamo al ritorno, e chissà che nel frattempo le acque non si smuovano!

Mk ha detto...

Nessuna nuova, cattiva nuova :(

kalt ha detto...

Mirko, che dire: ci abbiamo provato e questo non puo' certo andare a nostro biasimo.
Il blog resta sempre disponibile, anche solo per un saluto ogni tanto.

Buone vacanze

G.